giovedì 21 settembre 2017

NATURE URBANE Festival del paesaggio a Varese

Il festival del paesaggio di Varese 
29 settembre 8 ottobre 2017
Un evento Eccezionale per conoscere questa stupenda realtà

lunedì 23 gennaio 2017

domenica 22 gennaio 2017

Che valore economico hanno gli insetti? Uno studio scientifico ne quantifica la parte relativa a quattro funzioni

A calcolare questo valore sono stati due ricercatori americani, Mace Vaughan della Xerces Society, organizzazione no profit per la protezione degli invertebrati, e Jhon Losey della Cornell University di Ithaca (New York).

Un particolare articolo di dieci anni fa, quindi calcolate inflazione, crisi economica e quant’altro.
In ogni caso un curiosità, che per quanto tale, può risultare interessante.

“Cinquantasette miliardi di dollari. Questo il valore economico che gli insetti rappresentano per gli Stati Uniti ogni anno. 

Curculionidi – Gianluca Doremi

A calcolarlo sono stati due ricercatori americani, Mace Vaughan della Xerces Society, organizzazione no profit per la protezione degli invertebrati, e Jhon Losey della Cornell University di Ithaca (New York), che hanno pubblicato la loro analisi sulla rivista BioScience. I due scienziati, che hanno impiegato più di due anni per stimare la sorprendente cifra di denaro, hanno considerato il valore economico degli insetti limitato a quattro tipi di “attività”: la concimazione, il controllo dei parassiti, l’impollinazione e il nutrimento di animali selvatici.

Sono state escluse dal conteggio le attività correlate agli insetti di allevamento, come, ad esempio, le api. Secondo Vaughan, se si considerassero tutti i possibili servizi svolti dagli insetti a tutti i livelli, si potrebbero prendere in considerazione cifre dell’ordine di grandezza di centinaia di miliardi di dollari. In base al calcolo effettuato, le industrie americane che ruotano attorno alle attività di caccia, pesca e birdwatching, senza il contributo degli insetti, perderebbero ogni anno circa 50 miliardi di dollari. Il risparmio garantito all’agricoltura è cinquantasette miliardi di dollari. Questo il valore economico che gli insetti rappresentano per gli Stati Uniti ogni anno. 
A calcolarlo sono stati due ricercatori americani, Mace Vaughan della Xerces Society, organizzazione no profit per la protezione degli invertebrati, e Jhon Losey della Cornell University di Ithaca (New York), che hanno pubblicato la loro analisi sulla rivista BioScience. I due scienziati, che hanno impiegato più di due anni per stimare la sorprendente cifra di denaro, hanno considerato il valore economico degli insetti limitato a quattro tipi di “attività”: 

la concimazione, 
il controllo dei parassiti, 
l’impollinazione e 
il nutrimento di animali selvatici. 

Sono state escluse dal conteggio le attività correlate agli insetti di allevamento, come, ad esempio, le api. Secondo Vaughan, se si considerassero tutti i possibili servizi svolti dagli insetti a tutti i livelli, si potrebbero prendere in considerazione cifre dell’ordine di grandezza di centinaia di miliardi di dollari. 

In base al calcolo effettuato, le industrie americane che ruotano attorno alle attività di caccia, pesca e birdwatching, senza il contributo degli insetti, perderebbero ogni anno circa 50 miliardi di dollari. 

Il risparmio garantito all’agricoltura, invece, ammonta ogni anno a circa 7,5 miliardi di dollari, 4,5 dei quali dovuti all’azione antiparassitaria e 3 all’impollinazione di frutta e ortaggi. 

È emblematico il caso del modesto scarabeo stercoraro, la cui azione di lotta ai parassiti su piante e animali fa risparmiare, ogni anno, circa 380 milioni di dollari agli agricoltori Usa. 

Gli autori della ricerca sperano che queste cifre possano far riflettere sullo stato di conservazione degli insetti dato che le specie viventi stanno diminuendo. 

Solo negli ultimi sei anni, infatti negli Usa sono scomparse cinque specie di calabroni. (gi.c.)

domenica 2 novembre 2014

USO DEGLI ANIMALI NELLA VIVISEZIONE E NELLA SOCIETA'

USO DEGLI ANIMALI
nella società globalizzata
in particolare nel metodo della ricerca, il nome “storico” di tale pratica è  
vivisezione” cioè “sperimentazione invasivaproprio perché eseguita su animali vivi
“Gli animali non possono essere "usati", per ragioni pratiche e scientifiche; i risultati non sono trasferibili e devono sempre essere ripetuti.
Due motivi che eliminano l'alibi pseudo-etico dell'utilità, per l'uomo.
Gli animali non possono essere usati
perché questo "uso" è crudele e la crudeltà non è etica; non può esserlo.

Non possono essere usati, perché servono a:
·      Falsificare la scienza,
·      Medicalizzare la società;
·      Eliminare la concorrenza delle piccole e medie imprese, cioè ad eliminare Asia ed Africa dal mercato.

Questa metodica fossile, conservatrice, serve in buona sostanza, al mantenimento del CONTROLLO DELLA SOCIETA'.
Non occorre più l'esercito: basta il solo CONTROLLO
·      del cibo,
·      della borsa,
·      dei mezzi di informazione.

Poi, con i farmaci, si raggiunge la perfezione.”

domenica 6 luglio 2014

LAICITA' UNA STORIA NASCOSTA QUANTO L'UGUAGLIANZA E LA GIUSTIZIA, PRINCIPI IN GRAN PARTE ANCORA DISAPPLICATI IN ITALIA

Tesi di laurea a contenuto laico premiate dall'UAAR

CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN FILOSOFIA
PROVA FINALE
“Ateismo” nel medioevo?
Un concetto controverso

Relatore
Prof. Marco Ravera

Candidata
Denise Borda

a.a.2010/2011
La tesi è scaricabile qui
http://www.uaar.it/uaar/premio-laurea-uaar/2012/Borda-ateismo-nel-medioevo.pdf


ALLORA CERCHIAMO LA COERENZA E USCIAMO FINALMENTE DAL MEDIOEVO CULTURALE

firmiamo per abolire l'ingiustizia e la disuguaglianza dei cittadini per effetto dell'art.7 della costituzione

http://www.change.org/it/petizioni/deputati-e-senatori-aboliamo-il-concordato